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Uscita n° 1 · lunedì 24 agosto · lettura 7 min

Il buongiorno di PescAnalitica

Il mare entra nella settimana più dinamica dell'estate: temperature stabili da mercoledì e acqua sopra la media stagionale. Sono le condizioni che portano in caccia il predatore più desiderato dei nostri mari, quello che ogni pescatore spera di incrociare almeno una volta nella vita.

Sua maestà la Ricciola.

La preda che ti mette alla prova

Perché tutti la vogliono

Dopo il tonno rosso, è la preda più ambita dai pescatori sportivi italiani: potenza, intelligenza e taglia in un pesce che puoi cercare a poche miglia da casa. Nei nostri mari gli esemplari comuni vanno dai 10 ai 30 kg, ma non sono rari i 40-50 kg. E il combattimento non somiglia a nessun altro: il tonno scappa in orizzontale, la ricciola punta verso il basso, cerca la roccia, il relitto, il filo da sfregare. Si decide nei primi metri.

Perché è così difficile?

Perché non attacca d'istinto: ispeziona. È un predatore visivo che caccia di giorno, e le grandi diventano solitarie. Un pesce in banco deve attaccare per non perdere il boccone; un pesce solo può permettersi di rifiutare. La diffidenza è il privilegio della taglia. Aggiungi che è pelagica, che compie tuffi quotidiani fino a 150 metri seguendo il foraggio e che è sensibilissima al termoclino: non sta mai dove l'hai lasciata.

Storia e curiosità sulla ricciola e le condizioni del mare nei prossimi giorni

La ricciola è Seriola dumerili, descritta per la prima volta nel 1810 dal naturalista nizzardo Antoine Risso, che la dedicò al collega francese André Marie Constant Duméril. Appartiene alla famiglia dei Carangidae: la stessa dei suri, del pesce pilota, della leccia amia e della leccia stella ed è il membro più grande dell'intero gruppo.

La riproduzione avviene di solito di notte, con luna piena o calante, e per l'occasione si formano aggregazioni che possono arrivare a 120 individui. Durante la fase riproduttiva gli adulti si spostano verso acque costiere più calde. Una singola femmina può deporre da 4 a 9 milioni di uova in una sola stagione riproduttiva e la maturità sessuale arriva verso i 3-4 anni, intorno agli 80-83 cm.

Taglia, crescita, longevità

Cresce in fretta e arriva lontano: 190 cm per oltre 80 kg è il massimo documentato, anche se la taglia comune si aggira intorno al metro. Le femmine superano i maschi.

La longevità massima nota è di circa 15 anni, un dato che colpisce, se pensiamo che significa 80 kg in 15 anni. La livrea cambia con l'età: gli adulti hanno dorso blu-argento con una banda dorata longitudinale e ventre bianco, mentre i giovani sono giallastri con macchie verticali scure, praticamente due pesci diversi a vedersi.

Il dato che sorprende

La ricciola non è inclusa nell'Allegato III del Reg. CE 1967/2006, che è la tabella europea delle taglie minime per il Mediterraneo: quell'elenco contiene orata, spigola, cernie, saraghi, nasello, pesce spada, tonno rosso e poco altro, ma non la Seriola dumerili. E non è nemmeno nell'elenco dell'art. 87 del DPR 1639/1968, la norma nazionale.

Essere consapevoli nel rilascio

Non trovando l’aiuto legislativo, il riferimento per il rilascio diventa di natura biologica. La logica corretta è quella della taglia di prima maturità sessuale: sotto quella soglia il pesce non ha ancora riprodotto nemmeno una volta, quindi prelevarlo è un danno per l’ecosistema marino. La soglia si aggira intorno tra gli 80 cm e 110 cm, che corrisponde a circa 6 - 10 kg. In questo modo preserviamo la capacità riproduttiva della specie e, allo stesso tempo, proviamo la grande soddisfazione di restituire la libertà a un pesce così scaltro e intelligente.

Metodo di rilascio

Sulla ricciola il rilascio corretto è più importante della taglia, perché generalmente si pesca tra 30 e 100 metri. Un pesce riportato in fretta da quelle profondità va in barotrauma: vescica natatoria espansa, occhi sporgenti, e se viene gettato in mare senza le giuste accortezze, galleggia e muore. Rilasciarlo male equivale a ucciderlo, con l'aggravante di non averlo nemmeno mangiato.

Non stancarlo fino allo sfinimento. Drag adeguato e recupero rapido riducono l'accumulo di acido lattico.
Tienilo in acqua. Se puoi, slama a bordo barca senza sollevarlo. Ogni secondo fuori conta.
Mani bagnate, mai le branchie. Sostieni il pesce sotto il ventre, non per la mascella in verticale se è grosso: rischi di lesionare la colonna.
Ami singoli e senza ardiglione quando fai catch and release consapevole. Slamare è questione di secondi invece di minuti.
Usa un descender device se il pesce mostra segni di barotrauma. È lo strumento che lo riaccompagna in profondità permettendo alla vescica di ricomprimersi. Costa poco, sta in un cassetto, e sulla pesca profonda cambia radicalmente la sopravvivenza post-rilascio.

L’importanza del terminale

Per insidiare la Ricciola è importante l’apparato pescante. Il consiglio è quello di utilizzare un pre-terminale (o shock leader) in nylon, con un diametro che varia tra lo 0,50 e lo 0,60 con una lunghezza compresa tra i 20 e 25 metri. Questo permette di dare elasticità e tenere l’apparanto lontano dai rumori dell’imbarcazione.
Successivamente il terminale, rigorosamente in fluorocarbon, avrà una lunghezza tra i 2 e i 3 metri con uno spessore che varia dallo 0,50 allo 0,70, a seconda della profondità, dell’ esca a disposizone e della preda che si vuole insidiare.
E’ fondamentale considerare che la Ricciola è un pesce molto furbo e schivo, pertanto è consigliabile utilizzare un diametro piu piccolo del terminale e svolgere un lavoro di frizione con il mulinello.

Se hai trovato un branco e ne hai preso una, non insistere sullo stesso punto. Le aggregazioni sono la risorsa, non il singolo pesce.

Il meteo della settimana

Settimana dal 24 al 30 agosto più dinamica rispetto alla precedente, soprattutto al Nord e sulla Toscana. Correnti umide occidentali favoriranno maggiore variabilità, con rovesci o temporali possibili. Mar Ligure e alto Tirreno saranno i bacini più esposti a rinforzi di vento e mare localmente mosso. Qui le condizioni possono cambiare rapidamente vicino a temporali e linee instabili.
Sul Tirreno centrale e meridionale prevarrà invece mare calmo o poco mosso.
L’Adriatico dovrebbe restare generalmente gestibile, con brezze e variazioni più probabili sull’Alto Adriatico. Basso Adriatico e Canale d’Otranto saranno tendenzialmente più tranquilli, salvo rinforzi termici pomeridiani.
Ionio e gran parte delle coste del Centro-Sud offriranno le condizioni più regolari della settimana. Anche Sicilia e Sardegna avranno mari in prevalenza poco mossi, ma attenzione ai canali e ai capi esposti.
Il primo mattino resta la finestra migliore per trovare mare più piatto, prima delle brezze diurne. Nel pomeriggio aumenteranno vento termico e increspatura, soprattutto lungo le coste esposte.

Per chi pesca: acqua sopra la media stagionale, termoclino marcato, pesce più profondo e attivo solo nelle ore di bassa luce. Le finestre migliori restano l'alba, con mare piatto prima dell'ingresso della termica. Corrente in aumento: privilegia le fasi di marea in movimento.
Dati aggiornati al 23/08/2026. Verifica sempre le condizioni prima di uscire.

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*Le informazioni contenute in questa newsletter derivano da fonti pubbliche e istituzionali (es. dati meteo-marini, tabelle di marea, normative regionali e nazionali sulla pesca) e dall'esperienza diretta della community di PescAnalitica. I contenuti hanno finalità informativa e divulgativa. Previsioni meteo-marine, fasi lunari e dati di marea sono stime e possono variare: verifica sempre le condizioni aggiornate prima di uscire in mare. Le informazioni su normative, licenze e limiti di cattura possono cambiare e variano da regione a regione: fa sempre fede il testo ufficiale dell'ente competente. PescAnalitica non si assume responsabilità per decisioni prese sulla base di questi contenuti.
Biologia e classificazione della ricciola: FishBase – Seriola dumerili
Stato e distribuzione della specie: FAO – Seriola dumerili
Normativa UE sul Mediterraneo: Regolamento (CE) n. 1967/2006
Dati e bollettini meteomarini: Meteomar – Aeronautica Militare
Maree e dati marini: ISPRA