Uscita n° 8 · lunedì 26 ottobre · lettura 8 min

Il buongiorno di PescAnalitica
Il cimino si piega, la frizione canta, il cuore accelera.
Poi il pesce arriva: bello, argentato, vivo. E nasce la domanda che ogni pescatore si è fatto almeno una volta: "Ma sarà di misura?"
Venti secondi. Un metro. Una scelta.
La taglia minima.
Le taglie minime da tenere in tasca

Perché esistono
La taglia minima non è un numero scelto a caso. Serve a una cosa semplice: dare a ogni pesce la possibilità di riprodursi almeno una volta prima di finire in un secchio.
Un pesce trattenuto troppo presto è un pesce che non lascerà mai figli. E un mare in cui si prelevano solo giovani è un mare che, anno dopo anno, si svuota.
Un pesce sottomisura non è una cattura. È un prestito che il mare non ti ha ancora fatto.
Chi decide le misure
Le regole arrivano da tre livelli, uno sopra l'altro:
- L'Unione europea: il Regolamento (UE) 2019/1241 fissa le taglie minime per il Mediterraneo delle specie più importanti, dalla spigola all'orata, dai saraghi alle cernie.
- L'Italia: per le specie che l'Europa non elenca, vale il DPR 1639/1968, la storica legge italiana sulla pesca marittima, con le sue modifiche successive.
- Il territorio: Regioni, Capitanerie di Porto e aree marine protette possono introdurre misure più severe.
La regola d'oro è una sola: vale sempre la norma più restrittiva del posto in cui stai pescando.
La legge fissa il minimo. Il tuo mare può chiederti di più.
Come si misura
Sembra banale, ma è qui che nascono molti errori.
- Pesci: si misura la lunghezza totale, con il pesce disteso su una superficie piana e la bocca chiusa, dalla punta del muso fino all'estremità del lobo più lungo della coda.
- Crostacei: per astice, aragosta e scampo si misura il carapace, cioè lo "scudo" dorsale, e non tutto l'animale.
- Molluschi bivalvi: si misura la parte più lunga della conchiglia.
- Tonno rosso: si misura alla forca della coda.
- Pesce spada: dalla mandibola inferiore alla forca della coda.
Il consiglio più utile è anche il più economico: tieni sempre un metro nella borsa. Molte sanzioni nascono da una stima fatta a occhio.
L’occhio mente. Il metro no.
La tabella da tenere in tasca
Fai uno screenshot di questa sezione e salvala sul telefono. Le misure si riferiscono al Mediterraneo.
I pesci della riva
Spigola: 25 cm
Orata: 20 cm
Sarago maggiore: 23 cm
Sarago pizzuto: 18 cm
Sarago testa nera: 18 cm
Sparaglione: 12 cm
Mormora: 20 cm
Cefalo: 20 cm
Pagello fragolino: 15 cm
Pagello mafrone: 17 cm
Pagro: 18 cm
Triglie: 11 cm
Sogliola: 20 cm
Anguilla: 25 cm
I pesci del largo
Sgombro: 18 cm
Suro (sugarello): 15 cm
Nasello: 20 cm
Occhialone: 33 cm
Palamita: 25 cm
Tonnetto (alletterato): 30 cm
Alalunga: 40 cm
Cernie e cernia di fondale: 45 cm
Tonno rosso: 115 cm alla forca
Pesce spada: 100 cm dalla mandibola inferiore alla forca
Il dato che sorprende
Alcuni dei pesci più ambiti del Mediterraneo non hanno una taglia minima specifica, né europea né nazionale.
Dentice, ricciola, leccia amia, occhiata: nessuno di loro compare nell'elenco europeo, e la legge italiana non fissa una misura dedicata. Per questi pesci vale la soglia generale del DPR 1639/1968: sotto i 7 cm un pesce è considerato giovanile. Ma…
Sette centimetri, per una ricciola che può superare il metro e mezzo?
Ecco perché, per queste specie, contano tantissimo le regole locali e, soprattutto, il buon senso. E lo stesso vale per polpo, seppia e calamaro: la famosa regola dei "450 grammi" per il polpo riguarda le acque dell'Atlantico, non il Mediterraneo, dove decidono le ordinanze locali.
Dove la legge tace, parla il pescatore.
I limiti da non dimenticare
La taglia è solo una parte delle regole. Ci sono anche limiti di quantità:
- 5 kg al giorno per pescatore, tra pesci, molluschi e crostacei, salvo il caso di un singolo pesce che superi da solo quel peso.
- Una sola cernia al giorno, qualunque sia la specie.
- Tonno rosso e pesce spada: un solo esemplare al giorno per barca, con autorizzazione dedicata. Il tonno rosso si può pescare solo dal 16 giugno al 14 ottobre, mentre per il pesce spada c'è un fermo totale dal 1° gennaio al 31 marzo.
E poi ci sono specie che non si toccano mai, a nessuna misura. Il dattero di mare, la cui raccolta distrugge la scogliera, e la nacchera, oggi in pericolo critico in tutto il Mediterraneo.
Quanto costa sbagliare
Dal 29 maggio 2026, con la Legge 75/2026, le sanzioni sono diventate più pesanti:
- Superamento dei 5 kg: da 500 a 3.000 euro fino a 10 kg, fino a 50.000 euro oltre i 50 kg
- Violazione delle norme sulla pesca sportiva: da 1.000 a 3.000 euro, aumentata di un terzo per il tonno rosso e per le specie con piani di ricostituzione.
- Vendita del pescato: da 4.000 a 12.000 euro.
- Fucile subacqueo a un minore di 16 anni: da 1.000 a 3.000 euro, sia per chi lo cede sia per chi lo affida.
Un pesce sottomisura vale poco al mercato. Una multa può costarti molto di più.
Taglia legale e taglia giusta
C'è una differenza che fa la differenza.
La taglia legale è il minimo per non prendere una multa. La taglia giusta è quella che lascia al pesce il tempo di riprodursi davvero.
Un esempio che conosci già (https://www.pescanalitica.news/p/orata): l'orata si trattiene da 20 cm, ma matura sessualmente solo intorno ai 33–40 cm. Tra la legge e la natura ci sono quasi venti centimetri. Ogni pescatore può decidere da che parte stare.
Un approccio semplice, che a PescAnalitica piace:
- Se il pesce è appena sopra la misura, valuta il rilascio.
- Se è un esemplare molto grande, probabilmente è un riproduttore: una foto e torna in acqua.
- Trattieni solo quello che mangerai davvero.
Per rilasciare bene: mani bagnate, ami senza ardiglione quando possibile, pochi secondi fuori dall'acqua e il pesce rimesso in orizzontale, finché non riparte da solo.
La taglia minima la decide la legge. La taglia giusta la decidi tu.
Il meteo della settimana

Settimana dal 26 ottobre al 1° novembre caratterizzata dal ritorno dell’alta pressione, con tempo più stabile soprattutto al Centro-Nord e piogge generalmente scarse. Al mattino possibili nebbie su Pianura Padana e valli interne del Centro. Qualche annuvolamento e precipitazione residua interesseranno soprattutto la Sicilia, mentre i settori ionici resteranno più esposti all’influenza di una depressione.
Temperature massime in rialzo nella prima parte della settimana: lunedì attesi 16–20 °C al Nord e 18–22 °C al Centro-Sud, con punte di 23–24 °C su Calabria e Isole. Nella seconda parte della settimana potrebbero affluire correnti orientali più fresche, con un ridimensionamento delle temperature.
Sul mare il miglioramento del tempo non coinciderà ovunque con un’immediata attenuazione del moto ondoso. Per Mar Ligure e Tirreno la tendenza generale sarà verso condizioni atmosferiche più stabili.
Medio Adriatico e mari meridionali richiederanno maggiore attenzione: lunedì persisteranno venti settentrionali al Sud, mentre martedì è prevista Tramontana sul medio Adriatico e sulle regioni meridionali. Sono quindi i settori da monitorare più attentamente per vento e condizioni marine, senza estendere la stessa previsione a tutte le coste.
Tra Sicilia e Calabria ionica resterà maggiore variabilità rispetto al Centro-Nord. Per Sardegna, canali e singoli tratti costieri potranno avere finestre di mare piatto valide quasi per tutta la durata della settimana.
Per chi pesca: prima di uscire questa settimana, prepara la borsa con tre cose che spesso si dimenticano: un metro, una pinza slamatrice e un panno da bagnare per maneggiare il pesce. Se peschi in un tratto nuovo, controlla prima l'ordinanza della Capitaneria e gli eventuali regolamenti dell'area marina protetta: le misure possono essere diverse da quelle nazionali. Le finestre migliori restano l'alba, il tramonto e i giorni di mare in scaduta.
Il Meteomar resta il riferimento operativo da verificare a ridosso dell’uscita.
Quadro aggiornato al 25 ottobre: da giovedì verso domenica le indicazioni sono una tendenza, non un bollettino marino dettagliato. Per programmare un’uscita di pesca occorre verificare vento e onde della singola zona a ridosso della giornata scelta.
Il polso della community
Hai mai rilasciato un pesce di misura? Quale, e perché?
Rispondi a questa email con il nome del pesce e una frase sul motivo. Se vuoi, aggiungi anche la zona in cui peschi. Le risposte più belle potranno diventare un piccolo spazio fisso nelle prossime uscite di PescAnalitica.
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*Le informazioni contenute in questa newsletter derivano da fonti pubbliche e istituzionali (es. dati meteo-marini, tabelle di marea, normative regionali e nazionali sulla pesca) e dall'esperienza diretta della community di PescAnalitica. I contenuti hanno finalità informativa e divulgativa. Previsioni meteo-marine, fasi lunari e dati di marea sono stime e possono variare: verifica sempre le condizioni aggiornate prima di uscire in mare. Le informazioni su normative, licenze e limiti di cattura possono cambiare e variano da regione a regione: fa sempre fede il testo ufficiale dell'ente competente. PescAnalitica non si assume responsabilità per decisioni prese sulla base di questi contenuti.
Taglie minime UE nel Mediterraneo: Regolamento (UE) 2019/1241 — EUR-Lex
Misurazione degli organismi marini: Regolamento (CE) n. 1967/2006 — EUR-Lex
Taglie minime nazionali, limite di 5 kg e cernia: DPR 1639/1968 — Normattiva
Sanzioni 2026: Legge 21 aprile 2026, n. 75 — Normattiva
Sanzioni 2026 in sintesi: Il Giornale dei Marinai — Legge 75/2026 sulla pesca
Tonno rosso: Regolamento (UE) 2016/1627 — EUR-Lex
Pesce spada del Mediterraneo e fermo pesca: Regolamento (UE) 2019/1154 — EUR-Lex
Tabella riepilogativa e differenze regionali: CUP8 — Misure minime pesci mare 2026
Maturità sessuale dell'orata: FishBase — Sparus aurata
Dati e bollettini meteomarini: Meteomar – Aeronautica Militare
Maree e dati marini: ISPRA — Rete Mareografica Nazionale